';
side-area-logo

Iperammortamento 2026, il decreto attuativo accelera la transizione green delle imprese

Iperammortamento 2026, il decreto attuativo accelera la transizione green delle imprese

Nuove regole, controlli GSE e incentivi fino al 180%: ecco cosa cambia per investimenti industriali ed energia rinnovabile

Il nuovo decreto attuativo sull’iperammortamento segna un passaggio decisivo per il sistema produttivo italiano, introducendo un quadro operativo più strutturato per l’accesso alle agevolazioni fiscali dedicate agli investimenti innovativi e alla transizione energetica delle imprese. Le novità riguardano non soltanto le modalità di accesso al beneficio, ma anche i criteri tecnici per gli impianti da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, con un ruolo centrale affidato al GSE per il monitoraggio, la validazione e il controllo delle procedure.

Il provvedimento punta a rafforzare la digitalizzazione e la sostenibilità del comparto industriale, prevedendo maggiorazioni fiscali particolarmente rilevanti per gli investimenti in beni strumentali avanzati e sistemi di autoproduzione energetica. Al centro della misura vi è l’obiettivo di incentivare le imprese a investire in tecnologie innovative, migliorando al tempo stesso l’efficienza energetica e la competitività produttiva.

Tre comunicazioni obbligatorie per accedere al beneficio

Uno degli aspetti più significativi introdotti dal decreto riguarda la procedura di accesso all’agevolazione, che sarà articolata in tre differenti comunicazioni da trasmettere al GSE. La prima fase consiste nella comunicazione preventiva, attraverso la quale l’impresa dovrà fornire tutte le informazioni relative ai dati aziendali e agli investimenti programmati o realizzati.

Successivamente, entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito positivo inviata dal GSE, sarà necessario trasmettere la comunicazione di conferma dell’investimento. In questa fase l’azienda dovrà indicare la data e l’importo del pagamento relativo all’ultima quota di acconto utile al raggiungimento del 20% del costo di acquisizione del bene agevolabile, allegando inoltre i riferimenti identificativi delle fatture relative alle spese sostenute.

Il decreto specifica che la comunicazione di conferma non potrà includere beni differenti o investimenti di importo superiore rispetto a quelli dichiarati nella fase preventiva. Per i beni acquisiti tramite locazione finanziaria, il requisito del pagamento del 20% sarà considerato soddisfatto attraverso la stipula del contratto di leasing e l’impegno all’acquisto assunto dalla società concedente.

L’ultima fase riguarda invece la comunicazione di completamento degli investimenti, elemento fondamentale per poter effettivamente usufruire della maggiorazione fiscale prevista dal provvedimento.

Maggiorazione fino al 180% per investimenti strategici

Il decreto conferma una delle misure più attese dal mondo industriale: la possibilità di applicare una maggiorazione del 180% al costo degli investimenti, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, per importi fino a 2,5 milioni di euro.

La decorrenza dell’agevolazione sarà legata alla trasmissione al GSE della comunicazione di completamento degli investimenti, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso periodo d’imposta. Tuttavia, la fruizione effettiva del beneficio resterà subordinata all’esito positivo delle verifiche effettuate dal Gestore dei Servizi Energetici.

Si tratta di una misura che potrebbe avere un impatto importante soprattutto sulle imprese manifatturiere e sulle realtà produttive impegnate in processi di trasformazione tecnologica, automazione industriale e riduzione dei consumi energetici.

Controlli tecnici e certificazioni obbligatorie

Per accedere agli incentivi saranno necessari specifici adempimenti documentali e tecnici. Il decreto prevede infatti l’obbligo di presentare perizie tecniche asseverate finalizzate a dimostrare sia le caratteristiche dei beni agevolabili sia la loro interconnessione con il sistema aziendale di gestione della produzione o della rete di fornitura.

A questo si aggiunge la certificazione contabile che dovrà attestare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili. L’introduzione di questi controlli punta a garantire una maggiore trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e a limitare eventuali utilizzi impropri delle agevolazioni.

Parallelamente, le imprese saranno tenute a inviare ulteriori comunicazioni di monitoraggio: una entro il 20 gennaio di ogni anno e una seconda entro il successivo 30 giugno, fino al termine del periodo di fruizione dell’incentivo.

Energie rinnovabili e autoconsumo: il decreto chiarisce i beni agevolabili

Grande attenzione viene riservata anche agli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Il decreto chiarisce infatti che gli impianti potranno essere localizzati sulle stesse particelle catastali della struttura produttiva oppure su particelle differenti, purché collegate alla medesima utenza tramite punti di prelievo esistenti riconducibili alla stessa attività industriale.

Tra i beni considerati agevolabili rientrano i gruppi di generazione elettrica, i trasformatori installati a monte dei punti di connessione alla rete, i sistemi di misurazione dell’energia, gli impianti per la produzione di energia termica alimentati da fonti rinnovabili, i servizi ausiliari e i sistemi di accumulo energetico.

Il decreto stabilisce inoltre che la producibilità massima degli impianti non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sulla base dei consumi medi annui registrati nell’esercizio precedente. Per gli impianti termici, invece, il dimensionamento dovrà essere effettuato esclusivamente in relazione al fabbisogno di calore di processo.

Fotovoltaico e accumulo: limiti e contributi

Sul fronte fotovoltaico, saranno ammessi esclusivamente i moduli FV iscritti nelle categorie B e C del registro ENEA. Il decreto definisce inoltre i valori agevolabili per gli impianti in funzione della potenza installata.

Per gli impianti fino a 20 kWe il valore agevolabile previsto è pari a 1.500 euro, mentre per quelli compresi tra 20 e 200 kWe il contributo scende a 1.200 euro.

Anche i sistemi di accumulo rientrano tra le spese incentivabili. Per impianti fino a 20 kWe il valore riconosciuto potrà arrivare fino al doppio del valore agevolabile dell’impianto di produzione da fonte rinnovabile, mentre per impianti tra 20 e 200 kWe il coefficiente massimo sarà pari a 1,5 volte.

In arrivo la piattaforma operativa del Ministero

Il decreto prevede infine che uno o più decreti direttoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy definiranno l’apertura della piattaforma informatica dedicata alla gestione delle comunicazioni. Saranno inoltre approvati i modelli ufficiali, gli allegati richiesti e le istruzioni operative per la compilazione delle pratiche. L’avvio della piattaforma rappresenterà il passaggio operativo decisivo per consentire alle imprese di presentare le domande e accedere concretamente ai nuovi incentivi previsti dal piano di iperammortamento.

sienergy

Richiedi preventivo gratuito Contattaci su Whatsapp info@sienergyconsulting.it