La crescita del fotovoltaico rappresenta una delle leve principali della transizione energetica, ma porta con sé una sfida sempre più rilevante: riuscire a utilizzare tutta l’energia prodotta. Quando la rete elettrica non è in grado di assorbire la produzione disponibile, gli impianti possono essere costretti a ridurre o interrompere temporaneamente la generazione. Questo fenomeno, noto come curtailment fotovoltaico, incide sull’efficienza del sistema energetico e sulla redditività degli investimenti nelle rinnovabili.
Come emerge dall’intervista a Maximilian Bernaus di Exide Technologies Energy Solutions pubblicata su Rinnovabili.it, i sistemi di accumulo a batteria possono contribuire a gestire questa criticità, rendendo più flessibile l’utilizzo dell’energia e migliorando le opportunità di valorizzazione economica.
Che cos’è il curtailment fotovoltaico e perché è un problema

Il curtailment consiste nella limitazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili quando la rete non riesce a trasportare o assorbire tutta l’elettricità disponibile. Nel caso del fotovoltaico, il fenomeno può verificarsi nelle ore centrali della giornata, quando l’irraggiamento è elevato e numerosi impianti producono contemporaneamente.
Le cause possono essere diverse: congestioni della rete, eccesso di generazione rispetto alla domanda, vincoli tecnici o esigenze di sicurezza del sistema elettrico.
Le conseguenze non sono soltanto tecniche. L’energia che non può essere immessa in rete rischia di perdere valore economico, riducendo i ricavi attesi dagli impianti e complicando la pianificazione degli investimenti. Per gli operatori del settore, diventa quindi fondamentale affiancare alla capacità di produrre energia una strategia efficace per gestirla.
Sistemi di accumulo BESS: una risposta alla produzione in eccesso
I Battery Energy Storage Systems (BESS) sono sistemi di accumulo elettrochimico che permettono di immagazzinare l’energia elettrica e renderla disponibile in un momento successivo.
Integrati con gli impianti fotovoltaici, consentono di accumulare una parte dell’energia prodotta nelle ore di maggiore irraggiamento e di utilizzarla o immetterla in rete quando le condizioni risultano più favorevoli, compatibilmente con i vincoli tecnici e di connessione.
Questo processo, chiamato time shifting, permette di disaccoppiare parzialmente il momento della produzione da quello dell’utilizzo dell’energia.
L’accumulo non elimina automaticamente il curtailment: la sua efficacia dipende dalla capacità della batteria, dalla potenza di carica e scarica, dai limiti della rete, dai prezzi dell’energia e dalle modalità di gestione dell’impianto. Tuttavia, se progettato correttamente, può ridurre le perdite di produzione e migliorare la flessibilità operativa.
Accumulo energetico e redditività degli impianti fotovoltaici
L’integrazione tra fotovoltaico e batterie non riguarda esclusivamente la componente tecnologica, ma anche la sostenibilità economica dei progetti.
Quando la produzione coincide con momenti di domanda contenuta o prezzi di mercato bassi, vendere immediatamente tutta l’energia disponibile potrebbe non essere la strategia più conveniente. Un sistema BESS può consentire di spostare parte dell’energia verso fasce orarie potenzialmente più remunerative o di aumentare l’autoconsumo, nel caso delle utenze aziendali.
Per valutare la convenienza dell’investimento occorre analizzare diversi fattori: profilo di produzione, consumi, andamento dei prezzi, costi di installazione, rendimento del ciclo di carica e scarica, degrado delle batterie e costi di manutenzione.
La valutazione deve quindi considerare l’intero ciclo di vita dell’impianto, evitando di basarsi esclusivamente sulla capacità nominale di accumulo o su stime teoriche dei ricavi.
Fotovoltaico e accumulo: la flessibilità come vantaggio competitivo
La diffusione delle rinnovabili rende sempre più importante la capacità di coordinare produzione, consumo e disponibilità della rete. I sistemi di accumulo rappresentano uno degli strumenti per affrontare questa sfida, insieme al potenziamento delle infrastrutture elettriche, alla gestione flessibile della domanda e all’evoluzione dei mercati energetici.
Per imprese, produttori e investitori, comprendere il fenomeno del curtailment significa anticipare un rischio operativo ed economico che può influenzare i risultati di un progetto.
La sfida non è soltanto produrre più energia pulita, ma riuscire a utilizzarla e valorizzarla nel modo più efficiente possibile. In questo scenario, integrare il fotovoltaico con sistemi di accumulo progettati sulle reali esigenze dell’impianto può rappresentare una scelta strategica per migliorare la gestione dell’energia e contribuire a un sistema elettrico più flessibile e sostenibile.




